Vi sarete sicuramente sentiti dire, durante la vostra carriera accademica, che è importante non solo scegliere sapientemente la facoltà da frequentare, ma anche selezionare l’ateneo giusto. È vero che in alcune università ci sono corsi di laurea considerati prestigiosi, per un mix tra qualità dell’insegnamento e benessere degli studenti. Se la facoltà prescelta è quella di Medicina, succede lo stesso?

Le teorie sulle università migliori per Medicina

La domanda è lecita specie se si considera che per accedere a qualunque facoltà di Medicina in Italia bisogna superare un test a numero chiuso. Il superamento del test e un buon piazzamento nella graduatoria nazionale pregiudicano la possibilità di intraprendere il percorso prescelto e bloccano sul nascere le aspirazioni dello studente. Vista l’esistenza di questa prima barriera, c’è da capire se esista una differenza così pronunciata tra le varie università o se la logica da seguire sia quella del “punteggio minimo”. Vediamo cosa significa.

La classifica Censis

Ogni anno vengono pubblicati vari report che segnalano le migliori università italiane. Il più affidabile è il rapporto redatto dal CENSIS, che mette insieme strutture disponibili, servizi erogati, livello di internazionalizzazione, occupabilità e capacità di comunicazione 2.0. Per il 2021/2022 i risultati hanno mostrato un vantaggio del centro nord della penisola.

  • Classifica mega atenei: al primo posto Bologna, poi Padova, Roma La Sapienza e Firenze
  • Classifica grandi atenei: al primo posto Perugia, poi Salerno, Pavia e l’università della Calabria
  • Classifica medi atenei: al primo posto Trento, poi Siena, Sassari e Udine
  • Classifica piccoli atenei: al primo posto Camerino, poi Macerata, Cassino e la Tuscia

(per comodità abbiamo indicato i primi quattro posti, ma per la classifica integrale clicca qui)

Scegliere una facoltà lontana

Quando si sceglie di frequentare medicina (e si riesce a farlo) si sa che si avranno di fronte sei anni di studio e tirocinio. È normale volersi assicurare la migliore istruzione possibile e nelle strutture più comode e all’avanguardia per poterlo fare. Spesso può accadere che la facoltà prescelta sia lontana dalla propria residenza e lo studente decida di fare un investimento per potersi formare al meglio. In altri casi, la lontananza potrebbe pregiudicare la scelta e quindi “ripiegare” su atenei più vicini. È normale che in quel caso ci si domandi: è davvero così importante la reputazione dell’ateneo in cui intraprendo gli studi?

Medicina è un percorso difficile, in ogni università 

Non c’è una risposta unica. Bisogna anche puntare a frequentare la migliore università possibile, ma senza dimenticare che la facoltà di Medicina è impegnativa di per sé. Prima di tutto è importante studiare al meglio delle proprie condizioni fisiche e psicologiche e se questo significa frequentare un ateneo più vicino, è giusto che sia così. La laurea in Medicina è solo uno degli step necessari per diventare medico, non bisognerebbe fossilizzarsi troppo sulla ricerca dell’eccellenza a discapito delle proprie possibilità. Specie perché c’è anche chi fa il discorso inverso.

Scegliere in base al “punteggio minimo”

Come abbiamo già spiegato, il test a numero chiuso è un ostacolo importante nella carriera di un aspirante medico. Per alcuni superarlo a tutti i costi è l’imperativo categorico. Chi fa questa scelta si affida a un altro tipo di classifica: quella del punteggio minimo. Esiste infatti un elenco, che viene aggiornato ogni anno, di tutti gli atenei italiani in cui si può fare il test di Medicina e del punteggio minimo che solitamente è necessario per risultare vincitori. Quest’ultimo viene stabilito dal livello globale dei test sostenuti dagli iscritti e dunque oscilla in base alla preparazione degli studenti.

Gli atenei e i punteggi minimi

Per esempio, sappiamo che lo scorso anno il punteggio minimo più alto si è registrato a Milano Bicocca (55,6), seguito da Bologna (51,1) e Milano statale (48). Il più basso è stato a Messina (36,9), preceduto da Catanzaro (36,9) e TD Calabria (37,2). Alcuni scelgono quindi di indicare come preferenza almeno uno degli atenei dove il punteggio è più basso: sperando così di rientrare e assicurarsi un posto. A discapito della qualità dello studio, o almeno così si pensa.

È diffusa infatti la credenza secondo cui un punteggio minimo più basso corrisponda a un livello inferiore nella qualità del corso. Non è sempre così. Sono gli studenti stessi a creare la “leggenda del punteggio minimo”. Ovvero: con la convinzione che certi atenei siano migliori di altri, tanti studenti molto preparati vanno a tentare proprio lì dove c’è un minor numero di posti e una reputazione maggiore. In questo modo il livello del punteggio minimo richiesto resta sempre alto, proprio perché lì si dirige chi si è preparato solidamente.

Scegli ciò che fa per te!

Il nostro consiglio è quello di affrontare la scelta dell’ateneo valutando pro e contro che sono necessari per voi come studenti e futuri professionisti. La situazione in cui potrete dedicare allo studio e all’università tempo di qualità e privo di stress è certamente quella da scegliere. L’Italia è piena di ottimi medici e ottime università, da nord a sud, la strategia giusta è sicuramente quella tagliata meglio su di voi.