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Negli ultimi due anni, dal 2017 in poi, il test d’ingresso a Medicina è stato caratterizzato da un livello di complessità superiore a quello degli anni precedenti.
Tanto che i punteggi di accesso si sono notevolmente abbassati, passando dai 59 punti in media del 2017 ai 43 del 2018. Giusto quindi domandarsi cosa ci riserverà l’esame di quest’anno: si manterrà in linea con il corso recentemente intrapreso oppure tenderà a una semplificazione dei quesiti?

 

Come organizzare lo studio per il test di medicina

Quale che sia la soluzione che verrà scelta stavolta dal MIUR, è bene che gli studenti che aspirano a ottenere il loro posto alla facoltà di Medicina si preparino fin da ora per l’appuntamento del 3 settembre. In quest’ottica diventa fondamentale la corretta organizzazione dello studio, evitando di disperdere energie ed attenzione, superando così l’ostacolo del temutissimo numero chiuso.
Il primo consiglio è quindi quello di abbandonare la convinzione, diffusa tra i più, che per arrivare pronti sia sufficiente effettuare quesiti random sui vari libri di preparazione al test. Niente di più sbagliato! Rispondere correttamente alle singole domande non sempre basta; ci vuole metodo, disciplina, autocontrollo. E, ovviamente, una testa sempre concentrata sull’obiettivo. Importante quindi darsi delle regole ben precise, fissare un piano di studio giorno per giorno, scandito per ore ed argomenti, stabilire tappe intermedie in cui misurare le conoscenze apprese fino a quel momento.

Lo studio, si sa, prevede approcci diversi da studente a studente. Eppure ci sono tecniche valide universalmente, piccoli accorgimenti che possono aiutarci a fissare meglio nella parola idee e concetti. Leggere a voce alta, ad esempio, è il modo migliore per rendere vive quelle parole scritte sui libri, dar loro sostanza, un peso specifico. Veicolandole dagli occhi alle orecchie, compiono infatti un piccolo viaggio, transitando nella nostra memoria. Una volta memorizzate le informazioni, sarà bene sedimentarle il più a lungo possibile. E cosa c’è di più utile che ripeterle in un discorso, magari proprio davanti allo specchio? Non un discorso slegato, lasciato al caso, ma strutturato, articolato di punto in punto, seguendo mappe concettuali stringenti quanto ramificate.

 

Trucchi per concentrarsi nello studio

Stabilito il giusto metodo di studio, è importante usare specifici accorgimenti per concentrarsi come si deve. Primo fra tutti, eliminare le possibili distrazioni esterne, a partire dai rumori in casa, comprese le chiamate e i messaggi sul cellulare. Quando si studia ci vuole silenzio! Eliminare poi i pensieri diversi da quello che stiamo facendo: il nostro obiettivo è uno e uno soltanto, meglio quindi zittire le varie vocine dentro la testa.
Se ancora fatichiamo poi a concentrarci, ecco qualche piccolo trucco: fissiamo un oggetto o assecondiamo il battito del nostro cuore. E, soprattutto, rilassiamoci. È questo lo stato che più si confà allo studio: distendere i nervi per comprendere, imparare e assimilare concetti su concetti.

 

Quali sono le materie del test di medicina?

Le domande di logica restano alla base di ogni quesito, ripartite tra logica matematica e logica verbale. Nel primo caso a dominare sono le proporzioni e i sistemi lineari. Nel secondo, analogie verbali, sillogismi, negazioni, equivalenze di frasi e comprensione del testo.
Imprescindibile rimane poi la conoscenza, quasi a livello universitario, di due materie fondamentali per chi aspiri a indossare, domani, il camice bianco. Stiamo parlando, ovviamente, di Biologia e Chimica.
Meno presenti, invece, i quesiti di Matematica e Fisica, per lo più di facile risoluzione ma che, proprio per questo, potrebbero riservare brutte sorprese. Si tende infatti troppo spesso a sottovalutarli!
Come prepararsi, allora, per rispondere correttamente al maggior numero di domande?

Prima cosa, esercitarsi con i modelli di logica. Poi, studiare al meglio le varie materie, verificando quanto imparato con esercizi specifici. Ultimo, non perdersi d’animo e tenere bene a mente il traguardo.

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