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Mentre il Decreto Cura Italia all’apice della pandemia, ha reso la Laurea in Medicina e Chirurgia abilitante, il cosiddetto Ddl Manfredi ha dato la possibilità di accedere alla professione senza sostenere l’Esame di Stato a: farmacisti, veterinari, odontoiatri e psicologi. Rimangono esclusi gli infermieri, mentre la normativa è stata estesa anche ad altre categorie come quelle di chimico, fisico e biologo. La Camera, alla fine della discussione iniziata lo scorso 21 giugno, ha dunque approvato il disegno di legge sulle lauree abilitanti, il n. 2751-A, che include le “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti“. A fine ottobre, invece, il sì definitivo del Senato al progetto lauree abilitanti, ormai divenuto realtà.

Laurea “abilitante”? Ecco come

La Legge di Riforma 163/2021 delle cosiddette “Lauree abilitanti” è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre scorso. Detto provvedimento consiste di fatto in una delle prime riforme che attuano il PNRR italiano. Entrata in vigore lo scorso 4 dicembre 2021, ha l’obiettivo di rendere più accessibile e più veloce l’ingresso nel mondo del lavoro per quelle figure che risultano essere debitamente formate per firmare un contratto di lavoro subito dopo la laurea. Dopo il tirocinio curriculare maturato durante gli anni di studio, la cosiddetta “Laurea abilitante” prevede una prova pratica allo scopo di valutare le competenze professionali maturate, acclarandone il livello di preparazione tecnica conseguita dal candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione. Ecco perché è previsto che una commissione giudicatrice venga integrata con professionisti designati dalle rappresentanze nazionali dell’Ordine o del collegio professionale di riferimento. Su questi ultimi aspetti dovranno essere emanati dei decreti da parte del Ministero dell’Università, allo scopo di meglio dettagliare il nuovo assetto delle lauree abilitanti.

Il numero chiuso a infermieristica

Al momento, l’accesso agli studi di Infermieristica rimane a numero chiuso. L’infermiere – professionista laureato iscritto all’ordine professionale, svolge funzioni di prevenzione, assistenza, educazione alla salute, educazione terapeutica, gestione, formazione e ricerca – per diventare tale, deve conseguire la Laurea in Infermieristica ai sensi del D.L. n. 502/1992. Essa, insieme al superamento di un esame di Stato e all’iscrizione all’ordine professionale, abilita all’esercizio della professione. Quindi, le norme che regolano questa professione al momento rimangono:

  • Il M. 14/09/1994 n.739;
  • La legge 26 febbraio 1999 n.42: con cui si è fatto decadere il termine “operatore ausiliare” e immette il concetto di professione sanitaria come professione intellettuale;
  • La legge 10 agosto 2000 n.251 che riconosce il sapere disciplinare proprio dell’infermieristica.

A fare da cornice a queste norme è il Codice deontologico che ne orientano il comportamento.

Come per Medicina e Chirurgia, rimane il test di ammissione che viene svolto con cadenza annuale e che per l’anno accademico 2022/2023 si svolgerà il prossimo 15 settembre.

Il Corso di Laurea in Infermieristica è articolato in 3 anni, durante i quali si alternano attività di apprendimento teoriche, pratiche e di tirocinio per le quali sono previste propedeuticità e obblighi di frequenza. Ciascuna Università organizza il proprio piano didattico di Infermieristica sulla base della normativa nazionale, che comprende, tra le altre, le materie biomediche (anatomia, fisiologia, patologia, ecc.), le scienze infermieristiche, la farmacologia, il primo soccorso, le scienze umane e l’inglese scientifico. Il tirocinio di infermieristica è la colonna portante dell’intero corso di laurea. È durante queste ore che lo studente si cala in tutto e per tutto nella professione e può vedere e apprendere quante più cose possibili sulle competenze e sulle responsabilità dell’infermiere nei vari contesti assistenziali. È possibile conseguire anche la Laurea Magistrale in ambito infermieristico ed ostetrico, che permette di incrementare le esperienze scientifiche e manageriali e di raggiungere, al termine dei due anni previsti, il livello specialistico di tipo dirigenziale.

Quali sono le ultime novità?

La senatrice Paola Boldrini- che nell’attuale mandato da Senatrice conta più di 50 iniziative legislative in cui appare come prima firmataria, ha presentato lo scorso settembre il Disegno di Legge 2396. Quest’ultimo ha come obiettivo il riordino della formazione universitaria delle professioni sanitarie infermieristiche nonché delle professioni sanitarie tecniche. In particolare prevede che l’attuale laurea magistrale non sia più indirizzata alle funzioni gestionali e didattiche, ma sia anche professionalizzante ulteriormente in più aree specialistiche. Dal ruolo del medico di medicina generale e dell’OSS alla riorganizzazione della formazione per entrambi i profili professionali, la senatrice Paola Boldrini affronta così alcune criticità in sanità emerse, ancora più forti, con l’emergenza pandemica.

La novità più importante è quella che prevede l’istituzione della facoltà di scienze infermieristiche e dei relativi specifici dipartimenti e l’inserimento all’interno dell’elenco dei settori scientifico-disciplinari (Med/45) per le discipline professionalizzanti dei loro corsi di laurea.

Intanto rimane il test d’ingresso

In attesa che si realizzi qualche cambiamento concreto, non resta che concentrarsi sul test del prossimo settembre e rimanere concentrati sui propri obiettivi. Perché, com’è ormai noto, non basta un’ottima preparazione ottenuta dal costante e reiterato studio, ma al superamento del test contribuiscono infatti diversi fattori che vanno dalla corretta gestione delle emozioni alla buona forma fisica.

 

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