L’accesso alla Facoltà di Medicina è sempre un banco di prova su più fronti: non conta solo la preparazione, ma anche le irregolarità che possono verificarsi durante il test e che possono addirittura essere contenute all’interno del test. Come ci aspettavamo, anche quest’anno, il sistema ha fatto flop. Cosa fare quindi se non hai superato il test per l’accesso a Medicina?

 

Il ricorso come rimedio: caratteristiche e tempistiche

Una volta consultate le graduatorie su Universitaly, si può verificare se si è stati ammessi all’accesso in facoltà o meno. Subito dopo si può pensare al primo rimedio utile per ottenere la probabilità di entrare nella facoltà agognata, tramite lo strumento del ricorso.

Il ricorso si può effettuare entro e non oltre i 60 giorni dalla data in cui viene pubblicata la graduatoria del test di Medicina. Il ricorso straordinario, invece, prevede una tempistica più lunga di 120 giorni, anche se questo è un rimedio che si intraprende di rado.

 

Tra i motivi del ricorso che possono effettivamente incidere, vanno di certo annoverate tutte le irregolarità (soprattutto quelle che si sono già verificate), come plichi manomessi, disposizioni irregolari, errori nei quesiti, regole previste dal bando MIUR e non rispettate, domande non inedite, trasparenza e identificazione dei candidati violate, suggerimenti da parte di supervisori durante il test, ritardi o tempi ridotti per lo svolgimento del test.

 

Per poter presentare domanda, è necessario avviare la procedura per presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), in modo da poter ottenere la modifica, la revoca o l’annullamento degli atti amministrativi relativi al test di ammissione a Medicina.

Inoltre, è possibile scegliere tre differenti tipologie di ricorsi:

  • ricorso individuale
  • ricorso collettivo
  • ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

 

Il ricorso individuale 

Nel caso del ricorso individuale, questo viene avanzato dal singolo candidato qualora questo avesse riscontrato irregolarità unicamente nei propri confronti.

In particolare, il ricorso individuale terrà conto di:

  • singolo punteggio
  • eventuali domande riconosciute come errate dal Ministero, sul calcolo finale della soglia di accesso
  • carenza di medici e irregolarità reiterate nel tempo, sottolineando l’ingiustizia relativa al numero chiuso
  • carenza di supervisione e/o l’utilizzo dei cellulari
  • altre segnalazioni utili

 

Il ricorso collettivo

Il ricorso collettivo locale è promosso da una moltitudine di soggetti che individuano modalità di svolgimento irregolari, ad esempio, in una precisa Università o la stessa irregolarità reiterata per tutti coloro che partecipavano a quella sessione del test. Di solito, è fondato sulle stesse ragioni condivise dai più soggetti.

Tra i motivi vanno certamente annoverati:

  • le domande che il Ministero ha formulato in maniera errata
  • le irregolarità rinvenute in maniera collettiva in sede di test
  • l’omessa tutela dell’anonimato
  • tutte le segnalazioni annoverate, purché riguardino tutti i ricorrenti e non soltanto una parte di essi

 

Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica 

Scaduti i termini per la presentazione del ricorso al TAR, si aprono le adesioni per il ricorso al Presidente della Repubblica al fine della verifica straordinaria del concorso. Il ricorso deve essere intentato entro 120 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.

Nei conteggi per le tempistiche, vanno calcolati anche i giorni festivi. Il procedimento amministrativo al TAR prevede una fase chiamata “tutela cautelare” il cui esito positivo può intanto dare modo agli studenti di iscriversi con riserva alla facoltà prescelta.

 

Affidarsi a professionisti specializzati 

Come in tutte le situazioni che richiedono competenze specializzate, in questo caso, sarebbe opportuno richiedere una consulenza o un parere da avvocati specializzati in materia. Per saperne di più o per ottenere una consulenza da parte degli avvocati Consulcesi, compila il form e inviaci le tue segnalazioni.

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