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Tante segnalazioni di irregolarità e pochi provvedimenti dal Ministero

Lo scorrimento del 6 ottobre previsto nel decreto 730/21, che ha definito le modalità di accesso programmato e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di Medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria. Lo scenario generale si presenta però ancora confuso, il che favorisce il ricorso sia per Medicina che per le Professioni sanitarie.

Studenti esclusi e poca chiarezza sulle irregolarità

Il primo scorrimento, come ogni anno, è sempre il più corposo perché comprende tutti i partecipanti con anche quelli che hanno tentato più strade e magari hanno ottenuto il posto nella loro facoltà di prima scelta o attendono gli ulteriori scorrimenti. Ma molti aspiranti camici bianchi hanno visto sfumare anche quest’anno i loro sogni. Infatti, su 70mila potenziali candidati i posti disponibili solo 14.020, nonostante più voci rappresentati della categoria medica abbiano sottolineato la grave carenza di operatori sanitari e l’esigenza che questa venga colmata al più presto.
Al fabbisogno nazionale non soddisfatto dalle attuali pianificazioni, si devono aggiungere le irregolarità che si sono verificate durante i test in tutta Italia e in particolare in relazione alle domande errate o non correttamente formulate. Inoltre, è di qualche giorno fa la notizia che sono in corso indagini su possibili truffe proprio in relazione ai concorsi in diversi Atenei italiani. Anche i test per l’accesso alle Professioni sanitarie non sono stati risparmiati da questo caos, infatti, sono state segnalate irregolarità e problematiche relative alle domande, e in questo caso ricostruire il quadro della situazione è ancora più complesso visto che ciascun Ateneo pur seguendo le linee guida generali ha le proprie modalità e le proprie graduatorie. Il tutto ha lasciato spazio per il ricorso a Medicina e a Professioni sanitarie.

La soluzione nei Tribunali

Le Istituzioni pur avendo ammesso in qualche modo l’inadeguatezza del sistema hanno preso solo pochi e provvisori provvedimenti per arginare le irregolarità di quest’anno, ma è necessaria una riforma strutturata del sistema che parta dalle modalità di accesso a tutte le facoltà relative a medicina odontoiatria e alle professioni sanitarie, fino alle successive specializzazioni che rappresentano un altro anello debole del sistema.
Al momento, dunque, in assenza di soluzioni adeguate l’unica strada percorribile sembra essere quella della tutela dei diritti degli studenti attraverso delle azioni legali, singole o collettive, in base alle specificità del caso concreto. I ricorsi dovranno essere presentati entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie, dunque, considerando i tempi tecnici per lo studio dei casi e le incombenze operative è necessario essere tempestivi. Peraltro, con il ricorso al TAR si potrebbe ottenere preliminarmente la possibilità di iscriversi con riserva alla facoltà prescelta, in questo modo non solo si eviterebbe di perdere tempo in attesa della sentenza definitiva, ma in alcuni casi il consolidamento del percorso accademico potrebbe essere riconosciuto ancor prima in sede di giudizio o dallo stesso Ateneo.