Informati ora

C’era da aspettarselo, ma non nelle proporzioni – gigantesche – che apprendiamo in queste ore. Come ogni anno, test di Medicina e irregolarità sono quasi sinonimi, eppure mai come in questo 3 settembre si sono verificate tante e gravi irregolarità. Lo apprendiamo dai telegiornali Rai e Mediaset e dalle principali testate, Repubblica e Corriere della Sera in primis. Sono loro a restituirci la misura del fenomeno che coinvolge gran parte delle Università italiane con 8 candidati su 10 – riporta il Tg2 – pronti a fare ricorso.

Quella che si annuncia è quindi una vera e propria battaglia da parte dei tanti esclusi dalla graduatoria per ottenere giustizia. Perché, al di là delle polemiche sui pochi posti disponibili, quello che è inaccettabile è la mancanza di trasparenza su un sistema dal quale dipende la classe medica di domani.

Lato nostro, abbiamo assicurato la presenza dei nostri inviati su tutto il territorio, raccogliendo dalla viva voce degli studenti le denunce di numerose irregolarità. Tra queste, segnaliamo:

– la presenza di cellulari in aula durante il test

plichi con le domande aperti prima di giungere in aula

candidati sorpresi a copiare

– studenti con documenti falsificati

penne introdotte dall’esterno

– candidati con microfoni nascosti sotto i vestiti

– candidati presentatisi in aula fuori dall’orario previsto dal bando

– domanda di cultura generale su Leonardo da Vinci e non quindi dal 1900 in poi come previsto dal bando

Quello che lascia più perplessi è però il fatto che in più di un’occasione, di fronte alle denunce di irregolarità avanzate da alcuni studenti, la commissione abbia deliberatamente scelto di non verbalizzarle, tanto da rendersi necessario l’intervento dei Carabinieri.
Una situazione, insomma, di caos assoluto che non lascia presagire nulla di buono per la graduatoria.

Fino alla sua pubblicazione, invitiamo quindi tutti gli studenti che hanno partecipato al test a denunciare qualunque irregolarità alla quale abbiano assistito e a fare ricorso per vedersi riconosciuto il diritto allo studio.