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L’accesso alle facoltà a numero chiuso continua ad essere da anni al centro di un dibattito dell’opinione pubblica e di svariati proclami da parte dei politici di turno che paventano soluzioni più o meno fattibili.
Di fatto ad oggi la questione è ancora aperta e l’unico modo attraverso il quale gli studenti ingiustamente esclusi sono riusciti ad ottenere l’iscrizione alla facoltà che sognavano da sempre è stato quello di avviare un’azione legale. Infatti, in assenza di soluzioni legislative efficaci l’unico strumento di tutela per gli studenti è fare ricorso al TAR per ottenere in via provvisoria un’iscrizione con riserva e poi successivamente l’ammissione definitiva.

 

Le irregolarità del test di medicina

Bisogna innanzitutto considerare che ogni anno si sono verificate questioni specifiche e problematiche in taluni casi circoscritte solo ad alcuni atenei: giova ad esempio ricordare il caso dell’Università Federico II di Napoli che nel 2017 fu al centro di uno scandalo perché era stato scoperta una compravendita di soluzioni alle domande dei test funzionale a far ottenere allo studente il massimo del punteggio e quindi l’accesso sicuro alla facoltà di medicina ed odontoiatria.  Ma anche senza scomodare la giustizia penale tante sono le irregolarità emerse nel corso degli anni: problemi relativi alla scheda anagrafica, mancato rispetto delle tempistiche, mancati controlli e utilizzo di smartphone. Da qualche anno poi, in molti ricorsi è stato contestato il criterio del fabbisogno produttivo, i cui parametri non sono mai stati esplicitati, in base al quale veniva determinato il numero dei posti disponibili, nonché la presenza di domande errate, dubbie o con più soluzioni.

 

Test di medicina e ricorsi

Moltissimi sono stati i ricorsi avviati in questi anni grazie ai quali gli studenti hanno avuto la possibilità di accedere alla facoltà di medicina e odontoiatria. Per dare un‘idea della situazione già nel 2016, in ragione delle numerose irregolarità verificatesi durante i test, centinaia di studenti erano riusciti ad accedere al corso di laurea in medicina e chirurgia. Successivamente nel 2017 il Consiglio di Stato ha sancito per migliaia di studenti l’ingresso in facoltà permettendo loro di accedere a tutti posti riservati non utilizzati ed effettuando anche un ricalcolo del numero di studenti ammesso per ciascun anno accademico; anche per il 2018 nonostante molti ricorsi siano ancora in atto ci sono buone prospettive.

 

L’abolizione del numero chiuso 2019

Nonostante i proclami politici dello scorso anno che annunciavano l’abolizione del numero chiuso il test per l’accesso alla facoltà di medicina e chirurgia quest’anno si terrà il 3 settembre 2019. I posti disponibili però, chiedendo uno sforzo logistico e didattico a tutti gli Atenei, sono stati aumentati del 18% passando dai 9779 dell’ultimo test ai 1568 di quest’anno.
Indubbiamente un primo passo importante che, non risolve però, il problema fondamentale e cioè l’evidente inadeguatezza delle prove selettive per l’accesso alla facoltà che ormai da anni è sotto gli occhi di tutti. Al momento le soluzioni legislative sono state rinviate (forse!) al 2021, poiché le strutture e il personale degli Atenei non permetterebbero questo cambio di rotta epocale nel breve termine, nel frattempo quindi, anche quest’anno in caso di criticità gli studenti per tutelarsi dovranno ricorrere alle vie legali.

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