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Come tanti altri termini legati alla medicina, la parola “fisioterapista” deriva dal greco e significa letteralmente “colui che cura con metodi naturali”. Si tratta di una professione sanitaria al momento molto ambita tra i desideri dei giovani studenti, proprio perché si concentra sull’assistenza delle persone con difficoltà nell’area della motricità, delle funzioni corticali superiori e viscerali dopo un evento patologico, congenito o acquisito. Il fisioterapista, dunque, aiuta il paziente con un problema fisico alla sua riabilitazione dopo un problema fisico, di matrice neurologica o muscolo-scheletrica.

Laurea in fisioterapia

Per diventare fisioterapista è obbligatorio completare un percorso universitario della durata di tre anni. L’accesso al corso è preceduto da una prova a numero chiuso, il test per le Professioni sanitarie, che si svolge nella prima parte del mese di settembre per ogni anno. Tutte le professioni coinvolte hanno un numero di posti prestabilito dal Ministero dell’Università. Dopo la laurea, che prevede anche tirocini pratici per acquisire competenza nel mestiere, si redige una tesi conclusiva e si effettua l’esame di stato per l’iscrizione all’albo professionale. Senza il quale non è possibile esercitare.

Bisogna badare alla necessità di completare il percorso di studi come condizione fondamentale per diventare fisioterapisti. Ci sono infatti scuole, corsi e altri percorsi che sostengono di preparare gli studenti a questo titolo ma non possono legalmente farlo. La legge Lorenzin n.3 del 2018 ha infatti previsto che l’accesso all’albo dei fisioterapisti sia possibile solo per chi consegue la laurea in fisioterapia.

Cosa fa il fisioterapista

Le mansioni del fisioterapista si articolano essenzialmente in tre ambiti fondamentali. Vediamoli:

Terapia manuale

La terapia manuale raccoglie tutte le tecniche che il professionista fisioterapista utilizza sul paziente. Sia in ambito muscolare, che nervoso che osteo-articolare. Normalmente si utilizza per il percorso di riabilitazione che porta ad un ripristino normale della funzione motoria in un paziente.

Esercizio terapeutico

L’esercizio terapeutico che punta ad allenare alcuni muscoli specifici e l’intero corpo per trarre un beneficio mirato per una patologia. Il fisioterapista in questo caso diventa il punto di riferimento del paziente che ha necessità di completare un percorso terapeutico ben chiaro, nonché un appuntamento fisso per la sua terapia.

Gestione del dolore

La gestione del dolore è il terzo pilastro fondamentale. Esistono infatti alcune patologie per le quali è più difficile trovare una soluzione definitiva. Anche per questo aiutare il paziente a combatterlo è un dovere del fisioterapista, che può agire fisicamente sulla zona interessata e, con l’aiuto dei farmaci, maneggiarne il dolore.

Lo sport e il fisioterapista

Anche nel mondo dello sport il fisioterapista è fondamentale: nell’attività fisica si può spesso incorrere in infortuni di vario genere. Curare e occuparsi degli sportivi prevede una specializzazione sulle difficoltà nelle quali incorre chi usa il proprio corpo in condizioni di alto sforzo.

Il rapporto con i caregiver

Altrettanto importante, anzi vitale, è rapportarsi con i proprio pazienti e con i caregiver. Anche per questo il fisioterapista deve sempre esercitare un approccio educativo. Alcune delle terapie dovranno essere ripetute a casa, dunque è importante costruire un rapporto con il caregiver.

Differenza tra fisioterapista e fisiatra

In molti si chiedono che differenza c’è tra fisioterapista e fisiatra, esaminiamola. Un fisiatra è un medico abilitato, che dopo la laurea in Medicina ha completato la specializzazione. Il fisiatra fa una diagnosi, prescrive farmaci, esami e terapie (tra cui le iniezioni). Al contrario, il fisioterapista completa la laurea di tre anni e non può prescrivere farmaci. In molti casi però si occupa di attuare terapie consigliate dal fisiatra. L’appuntamento con il fisioterapista, infatti, può essere molto più frequente rispetto a quello con il medico fisiatra, da cui solitamente si va per la diagnosi e per i controlli mensili.

 

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