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Quella del dietista è la professione sanitaria che si occupa di tutte le attività legate alla corretta alimentazione e nutrizione. Il suo ruolo è quello di promuovere la salute e lavorare insieme a individuo e collettività per prevenzione, cura e riabilitazione alimentare. Pur essendo una professione prettamente tecnica, ha una componente relazionale ed educativa altrettanto fondamentale.

Le competenze del dietista

I compiti del dietista variano e si affiancano a quelli del medico.

Ecco un elenco delle principali competenze di questa figura professionale:

  • Formulare ed attuare le diete prescritte dal medico e verificarne l’accettabilità da parte del paziente
  • Collaborare con gli organi che tutelano l’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione
  • Gestire insieme ad altre figure il trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare
  • Preparare e studiare le razioni alimentari per i bisogni nutrizionali dei malati
  • Pianificare l’organizzazione dei servizi di alimentazione di comunità
  • Svolgere una attività didattico-educativa e di informazione per principi di alimentazione corretta

Il percorso formativo

La laurea in Dietistica si ottiene superando il test per Professioni sanitarie a numero chiuso e indicando come preferenza proprio il corso opportuno. Dopo i tre anni di studio ci si potrà iscrivere all’albo dei dietisti e svolgere l’attività in area “clinica”, “amministrativa” o di “salute pubblica”.

Ecco le principali differenze e ambiti di lavoro:

  • Area amministrativa: mense di ospedali, residente sanitarie assistenziali, mense aziendali e scolastiche
  • Area clinica: università e istituti di ricerca, strutture sanitarie pubbliche e private, centri di riabilitazione, ambulatori specialistici, strutture di dietologia e nutrizione
  • Area salute pubblica: enti nazionali e internazionali che si occupano di politiche alimentari, associazioni scientifiche e di categoria, consultori e scuole, centri sportivi

Il percorso può proseguire con una laurea magistrale in Scienze delle Professioni sanitarie Tecnico-Assistenziali e poi in ambito di Didattica, Ricerca e Dirigenza. Si può eventualmente anche associare un Master di I livello per diventare Coordinatore dei servizi sanitari.

Dietista, dietologo e nutrizionista: quali differenze?

Sebbene possano sembrare simili, queste tre figure che intervengono sull’alimentazione sono molto diverse tra loro e funzionano in maniera molto diversa.

Vediamone le principali differenze e specificità:

1. Dietista

Il dietista è una professione sanitaria che prevede una laurea nel corso triennale di dietistica. Il professionista elabora le diete prescritte dal medico, svolge attività educative e didattiche e collabora con altre figure nella cura dei disturbi del comportamento alimentare.

2. Dietologo

Il dietologo è invece un medico, che si laurea in Medicina e dopo i 5 anni sceglie la specializzazione in Scienze dell’alimentazione. Sta a questa figura la diagnosi, l’inquadramento della patologia e la prescrizione di dieta e farmaci specifici.

3. Nutrizionista

Il nutrizionista è un professionista che ha scelto la specializzazione in Scienze dell’alimentazione ma invece che provenire da Medicina, ha svolto il suo percorso di studi in Biologia o Farmacia. A questa figura va il compito di analizzare le caratteristiche degli alimenti, valutarne i cambiamenti nella preparazione e conservazione e definire piani nutrizionali.

Perché scegliere di studiare dietistica?

Oltre ad essere una professione che prima di tutto calcola e vede il benessere della persona, quella del dietista è una scelta che arricchisce chi la persegue con una serie di caratteristiche positive. Nell’esercitarla, scrive l’A.S.A.N.D (Associazione Tecnico Scientifica dell’Alimentazione Nutrizione e Dietetica), si sviluppano alcune caratteristiche fondamentali. Prima fra tutti l’accuratezza nel gestire i piani alimentari e le singole situazioni. Poi la collaborazione e il senso di cooperazione con altri professionisti. Ancora la flessibilità nel gestire il contesto lavorativo e le emergenze dei pazienti e della comunità. Infine, la propensione ad ascolto e dialogo, che influenzeranno la gestione del rapporto con il pubblico.

 

 

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