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Quanti di noi, davanti a un dubbio o per una qualunque ricerca, non si affidano ogni giorno a Google? La stessa cosa hanno ben pensato di fare tanti utenti alla vigilia del test di ingresso a Medicina su argomenti poi oggetto delle domande come cellule epiteliali, Khomeini e crisi dei missili a Cuba. Una coincidenza a dir poco sospetta se si osserva il picco di ricerche verificatosi nella notte prima del test, tra le 3 e le 5 del 3 settembre. Soltanto un caso? Crediamo proprio di no. A denunciare il tutto, l’esperto informatico Andrea Pescetti che ha condiviso sul proprio profilo Twitter il grafico di Google Trends: lo strumento che Google mette a disposizione per visionare l’andamento delle ricerche di determinate parole o frasi.

La domanda nasce spontanea: come è possibile che proprio quel giorno e proprio in quelle ore così tante persone fossero improvvisamente curiose di saperne di più su cellule epiteliali, Khomeini e crisi dei missili a Cuba? Evidentemente le domande del test d’ingresso non erano così segrete come avrebbero dovuto. Evidentemente le prime indiscrezioni sui quesiti erano già trapelate prima dell’apertura dei plichi. Evidentemente alcuni candidati avevano avuto accesso alle domande prima degli altri. Il che non può che rappresentare una palese ingiustizia.

Si aggiungano le altre gravi irregolarità verificatesi in tutta Italia. Studenti sorpresi a copiare senza che la commissione lo mettesse a verbale, microfoni nascosti sotto i vestiti, cellulari in aula, plichi aperti prima di giungere in aula, candidati con documenti falsi. Quanto basta, insomma, per giustificare il boom di ricorsi che si profila all’orizzonte. Nulla di nuovo rispetto agli anni passati. Non sarebbe allora il caso di eliminare questo ormai superato metodo di selezione o ripensarlo profondamente per garantire al meglio la futura classe medica del nostro Paese?