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Dopo anni di battaglie nei tribunali e di proteste nelle Università è stato confermato quanto da tanti anni abbiamo sempre sostenuto e cioè che il numero dei posti indicati dagli Atenei è di gran lunga inferiore alla loro effettiva capacità ricettiva.
Il Consiglio di Stato con alcune recentissime pronunce ha sottolineato come il fatto che quest’anno sia stato possibile aumentare del 18% il numero dei posti disponibili, dimostra che, effettivamente, le capacità ricettive indicate negli anni precedenti dal Ministero fossero ben al di sotto di quelle reali.
Per il momento queste pronunce permetteranno l’accesso ad un centinaio di studenti esclusi e, probabilmente, ad ulteriori nei prossimi mesi.

 

Le carenze del Servizio Sanitario Nazionale

Per l’anno accademico 2019/2020, magicamente, sono stati trovati 1568 posti in più! dove erano finiti questi posti l’anno scorso e negli anni precedenti? Questo è indubbiamente un indice della inattendibilità dei dati che in passato sono stati indicati dal Ministero. Questo ha impedito a migliaia di studenti di poter esercitare il loro diritto costituzionale allo Studio. A questo punto non si può credere neanche dell’esattezza del numero dei posti stabiliti per l’anno accademico 2019/2020. Il diritto allo studio non può essere limitato. La selezione dei più capaci e meritevoli deve essere fatta durante il corso di studi e non affidata alla cabala di quiz commissionati a una società privata.

Più volte in questi anni Consulcesi aveva lanciato appelli sulla stretta connessione fra la carenza di medici nel servizio sanitario nazionale e l’accesso programmato alla facoltà di medicina e questo non fa che avvalorare tali allarmi. È indubbio, infatti, che la mancanza di medici nei prossimi anni sarà un problema molto grave del nostro paese e che questo dipenda essenzialmente dalla mancanza di pianificazione e razionalizzazione dell’ultimo decennio. Il danno, dunque, non è stato causato solo alle migliaia di studenti esclusi dall’accesso alla facoltà di medicina e chirurgia, ma anche a tutti i cittadini che oggi si trovano a dover subire le carenze del servizio sanitario nazionale, che vista l’attuale situazione non potranno che peggiorare.

 

Quali soluzioni per gli studenti?

A questo punto, stante l’assenza di soluzioni legislative efficaci, poiché l’abolizione del numero chiuso clamorosamente annunciata lo scorso anno sembra essere stata accantonata, l’unico modo per gli studenti per esercitare il loro diritto allo studio è quello di andare davanti agli organi della giustizia amministrativa e contestare non solo tutte le irregolarità che si dovessero verificare quest’anno, ma anche i criteri (qualora qualcuno nelle opportune sedi ministeriali sia in grado di spiegarli!) in virtù dei quali vengono stabiliti i posti disponibili per l’accesso alla facoltà. Dunque, anche quest’anno saranno i Tribunali a dover risolvere per gli studenti i problemi derivanti dalle lacune legislative.

Consulcesi con la sua esperienza ventennale nella tutela di medici e aspiranti medici che sarà accanto agli studenti anche quest’anno. Il 3 settembre, infatti, saremo nei principali Atenei a vigilare sul buon andamento dei test e a prestare supporto a tutti coloro che ne avranno bisogno, e contemporaneamente sarà attivo per qualsiasi segnalazione il nostro numero verde dedicato 800.122.777.

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