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Il test di ingresso a Medicina con le sue 60 domande scandite dai 100 minuti per completarle, crocetta dopo crocetta, rappresenta certamente un grande ostacolo per i futuri studenti, chiamati a contendersi i pochi posti che le università italiane mettono a disposizione. Eppure non tutti coloro che frequentano la facoltà e conseguono la laurea sono dovuti passare per questa dura selezione. E non certo in virtù di particolari esoneri o privilegi. Se infatti si proviene da corsi di laurea di ambito sanitario come Biotecnologie, Farmacia, Scienze biologiche, Chimica e Veterinaria è possibile immatricolarsi a Medicina senza dover superare il test.

 

Come funziona il trasferimento a medicina

Il motivo per cui chi proviene da corsi di laurea affini a Medicina non deve affrontare il test è che questo ha lo scopo di verificare la predisposizione degli aspiranti medici agli studi sanitari. Se però si sono già superati esami da corsi di laurea dello stesso ambito e si sono conseguiti crediti formativi utilizzabili nella nuova facoltà, il test non è più necessario. Nello specifico possono effettuare il passaggio diretto a Medicina i laureandi, i laureati e gli iscritti almeno al terzo anno di un corso affine a Medicina purché abbiano già maturato un minimo di 25 Cfu in materie convalidabili. Una soluzione che, al di là di ripensamenti intervenuti dopo l’immatricolazione ad altre facoltà, può rappresentare un escamotage per chi invece come prima scelta aveva proprio Medicina ma ahimè è rimasto fuori a causa del numero chiuso. Piuttosto che rinunciare per sempre al proprio sogno, meglio allora optare momentaneamente per un’altra facoltà e poi, conseguiti crediti a sufficienza, effettuare il passaggio.

 

Perché non a tutti serve il test di ingresso?

Come stabilito dalla giurisprudenza, il test di ingresso ha un valore inferiore rispetto al percorso di studio già intrapreso con successo in materie presenti anche a Medicina. Rimane così vincolante solo per l’accesso al primo anno di corso, non, invece, per le richieste di trasferimento agli anni successivi, previo il riconoscimento – dicevamo – dei crediti formativi maturati nella facoltà di provenienza. Ad affermare questo concetto è stato da ultimo il Tar del Lazio, come peraltro già fatto in passato dal Tribunale amministrativo. Una decisione certamente di buon senso, specie considerando l’attuale mancanza di medici in Italia. Sarebbe sciocco infatti vietare a chi ha già intrapreso un percorso di studio affine la possibilità di perfezionarlo a Medicina, coronando il suo sogno di indossare il camice bianco.

 

Come non sostenere il test di ingresso

L’iter da seguire per non sostenere il test d’ingresso e ottenere il trasferimento diretto a Medicina prevede prima di tutto la verifica dei bandi degli atenei nei quali sono disponibili posti liberi per i trasferimenti e/o le immatricolazioni ad anni successivi al primo. Importante sapere che i posti non esauriti dagli studenti stranieri possono essere utilizzati per i trasferimenti. A questo punto basterà contattare la segreteria studenti di Medicina dell’ateneo scelto e inviare il proprio piano di studi accompagnato dalla richiesta del riconoscimento del percorso universitario fin qui svolto, presentando istanza di immatricolazione o trasferimento diretto. Qualora la domanda dovesse essere rigettata, sarà allora il caso di rivolgersi al giudice amministrativo per fare ricorso. In fondo, lo ricordiamo, quello allo studio è un diritto tutelato dalla legge.

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