Sommario
La nuova graduatoria nazionale di Medicina 2025-26 non si muove giorno dopo giorno come accadeva con i test d’ingresso. Niente aggiornamenti costanti, niente scatti settimanali delle posizioni. Il motivo non è un blocco tecnico né una scelta discrezionale dell’ultimo momento, ma l’effetto diretto del nuovo modello del semestre filtro, che prevede fasi rigide e punteggi consolidati prima delle assegnazioni definitive.
Con la pubblicazione della graduatoria nazionale a gennaio 2026, risultano oltre 22.600 idonei a fronte di circa 17.278 posti disponibili nei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Il dato emerge dal monitoraggio della prima applicazione del semestre filtro, che ha coinvolto l’intera platea degli iscritti al primo semestre libero. L’analisi mostra un sistema profondamente diverso da quello dei test tradizionali: selezione post-immatricolazione, graduatoria articolata in nove fasce e assegnazioni concentrate in finestre temporali precise. In questo contesto, lo “scorrimento continuo” semplicemente non è previsto dalla struttura della procedura.
Dal test al semestre filtro: cambia la logica della selezione
Il primo elemento da chiarire è che la graduatoria non nasce più da un singolo test nazionale, ma dai risultati ottenuti negli esami di Biologia, Chimica e Fisica sostenuti durante il semestre filtro. La selezione, quindi, avviene dopo l’ingresso in università, non prima. Tutti possono iscriversi al primo semestre, ma solo chi ottiene i punteggi migliori rientra nel numero programmato nazionale. Questo sposta la competizione sul rendimento accademico, ma non elimina il limite dei posti.
Più idonei dei posti disponibili: il nodo strutturale
Il rapporto tra idonei e posti è la prima ragione della percezione di “graduatoria ferma”.
Con circa 5.000 candidati idonei in più rispetto ai posti effettivi, la graduatoria è di fatto satura già alla prima assegnazione. Chi rientra nel contingente disponibile si immatricola; chi resta fuori non può subentrare se non in caso di rinuncia effettiva. Non si tratta quindi di un blocco, ma di un effetto matematico: i posti sono già coperti nella prima finestra utile.
Appelli di recupero: la fase che consolida (e rallenta) il ranking
Un elemento decisivo è rappresentato dagli appelli di recupero del semestre filtro. Dopo i primi appelli ordinari, migliaia di studenti con insufficienze hanno sostenuto ulteriori prove tra fine gennaio e febbraio 2026. Questa fase è cruciale perché:
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ogni voto di recupero modifica il punteggio complessivo,
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può cambiare la fascia di appartenenza,
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incide sull’ordine finale della graduatoria nazionale.
Finché tutti gli esiti non sono caricati e validati dagli atenei, la graduatoria non può essere considerata definitivamente consolidata. E senza graduatoria consolidata, non può esistere uno scorrimento continuo e stabile.
Finestre temporali chiuse: niente aggiornamenti giornalieri
Il nuovo sistema prevede momenti precisi:
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prima fase di immatricolazione;
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riassegnazione dei posti eventualmente vacanti;
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seconda immatricolazione su residui.
Al di fuori di queste finestre, la graduatoria non si aggiorna. Nel vecchio modello, invece, ogni rinuncia generava uno scorrimento immediato visibile online. Oggi gli spostamenti sono concentrati e programmati, non automatici.
Rinunce più contenute rispetto al passato
C’è poi un aspetto sociologico: chi entra in graduatoria oggi ha già frequentato un semestre universitario. La scelta è più consapevole rispetto a chi superava un test e decideva solo dopo. Le rinunce risultano quindi più limitate, riducendo ulteriormente il numero di posti che si liberano e, di conseguenza, la possibilità di scorrimenti ampi.
Cosa può accadere ora
Dopo la conclusione definitiva degli appelli di recupero e la chiusura delle prime immatricolazioni, potranno verificarsi movimenti, ma saranno legati esclusivamente a posti realmente vacanti. Non si vedrà un flusso continuo di aggiornamenti, bensì eventuali riallineamenti nelle finestre previste.
In sintesi, l’assenza di scorrimenti continui non è un’anomalia, ma la conseguenza diretta di un sistema più rigido e strutturato. Il semestre filtro ha ridotto l’imprevedibilità tipica dei test nazionali, ma ha anche limitato le possibilità di recupero per chi resta fuori dalla prima assegnazione. Una trasformazione che cambia profondamente le dinamiche di accesso a Medicina e ridefinisce tempi e aspettative di migliaia di studenti.