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La graduatoria nazionale di Medicina è stata pubblicata, ma invece di chiudere le polemiche le ha amplificate. Il sistema del semestre filtro, nato con l’obiettivo dichiarato di superare il numero chiuso e ampliare l’accesso, ha prodotto un risultato che molti definiscono contraddittorio. Solo il 10% degli studenti è riuscito a superare tutti e tre gli esami di Chimica, Fisica e Biologia, un dato che solleva dubbi sulla reale capacità del meccanismo di selezionare secondo merito.
Secondo il network legale Consulcesi & Partners, l’esito non rifletterebbe il valore degli aspiranti medici, ma le criticità strutturali di un impianto che ha mostrato limiti fin dalle prime prove. A incidere sarebbero stati il livello di difficoltà ritenuto anomalo degli esami del 20 novembre e del 10 dicembre 2025, le irregolarità segnalate durante le prove e la durata effettiva del semestre, ridotta a poco più di un mese e mezzo.
Inoltre, le modalità di svolgimento non omogenee tra atenei avrebbero contribuito a creare condizioni differenti tra candidati.
Il decreto correttivo e le sue conseguenze operative
Per fronteggiare le criticità emerse prima della pubblicazione della graduatoria, il Ministero dell’Università e della Ricerca è intervenuto con il DM 1115 del 22 dicembre 2025. Il provvedimento ha ampliato la platea degli idonei a 22.500 candidati a fronte di 17.278 posti disponibili, includendo anche chi ha superato almeno uno dei tre esami obbligatori. L’iscrizione definitiva resta però subordinata al recupero delle prove mancanti attraverso sessioni straordinarie organizzate dagli atenei.
Secondo i legali, questo intervento non risolve le irregolarità a monte ma introduce un ulteriore livello di complessità. Le date extra rischiano di congestionare aule e docenti, rallentando l’avvio regolare delle lezioni e incidendo sulla serenità del primo anno accademico.
In sostanza, il correttivo avrebbe ampliato formalmente l’accesso, ma al prezzo di una frammentazione del percorso e di una disparità di trattamento tra studenti che hanno sostenuto prove in condizioni diverse.
Regole cambiate in corsa e prospettive di ricorso
Con la graduatoria ormai ufficiale, il tema centrale diventa la sua legittimità. “Siamo di fronte a un paradosso senza precedenti: un accesso pensato per essere più aperto che finisce per selezionare in modo ancora più rigido. Il semestre filtro – afferma l’avvocato Marco Tortorella, che patrocina i ricorsi di Consulcesi & Partners – non è stato uguale per tutti, la frequenza è stata breve e spesso non in presenza, e si sono verificate violazioni dell’anonimato, fughe di notizie e quesiti errati o ambigui”.
L’avvocato Marco Tortorella sottolinea inoltre che la graduatoria sarebbe stata costruita su regole modificate durante il percorso e su un sistema che non ha garantito condizioni uniformi. In queste situazioni, chi non viene ammesso avrebbe fondati elementi per far valere i propri diritti davanti ai giudici amministrativi.
Alla luce dei precedenti ottenuti negli anni dal pool legale, che in passato ha portato a riammissioni in sovrannumero di studenti esclusi, Consulcesi & Partners ritiene che l’attuale modello, presentato come superamento del numero chiuso, ne riproduca invece gli effetti.