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È stata pubblicata giovedì 8 gennaio la graduatoria nazionale degli studenti ammessi ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria dopo la conclusione del semestre filtro. I dati restituiscono una fotografia complessa: sono 22.688 i ragazzi risultati “idonei” per l’accesso a Medicina, ma i posti effettivamente disponibili sono 17.278. Questo significa che circa 5mila studenti, pur avendo superato il percorso previsto, dovranno orientarsi verso un corso affine. Il totale complessivo degli idonei sale a 25.387 se si includono anche i 1.535 ammessi a Veterinaria e i 1.072 a Odontoiatria.
Il Cineca ha comunicato a ciascun candidato il punteggio ottenuto, la posizione in graduatoria e l’ateneo di assegnazione, consentendo così l’avvio delle procedure di immatricolazione o di iscrizione con eventuali debiti formativi. Oltre 14mila studenti, considerando i tre corsi, sono stati assegnati all’università indicata come prima scelta, un dato che il Ministero dell’Università e della Ricerca legge come segnale di funzionamento del nuovo meccanismo.
Il semestre filtro e la lettura politica dei risultati
Il ministero dell’Università e della Ricerca ha accompagnato la pubblicazione della graduatoria con un vademecum operativo, pensato per guidare gli studenti nelle diverse fasi: immatricolazione, iscrizione con debiti, recupero dei Cfu e eventuale passaggio ai corsi affini. La ministra Anna Maria Bernini ha difeso l’impianto della riforma, sottolineando come i numeri non rappresentino un fallimento del sistema. Per la ministra i risultati “a tutto corrispondono fuorché ad un flop, sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futura”. E ancora: “La riforma funziona – dice la ministra – ha mostrato criticità per le domande di Fisica, di questo parlerò con i rettori”.
L’obiettivo dichiarato è stato quello di superare il modello dei test tradizionali, che lasciava fuori decine di migliaia di studenti, inserendone invece molti di più nel circuito universitario, anche attraverso iscrizioni ad altri corsi per chi non ha superato alcuna prova. Resta però aperto il nodo della sostenibilità di un sistema che produce un alto numero di idonei senza garantire un posto a tutti.
Ricorsi al Tar e il fronte legale guidato da Tortorella
Dopo la pubblicazione della graduatoria di Medicina arrivano i primi ricorsi contro il nuovo meccanismo di accesso introdotto dal ministero. L’avvocato Marco Tortorella, che segue le azioni legali di Consulcesi & Partners, parla di procedure viziate da irregolarità e illegittimità non sanate e annuncia il ricorso al Tar per ottenere l’ammissione in sovrannumero degli studenti esclusi. “Il sistema che è stato inventato e applicato quest’anno – spiega Tortorella – non ha funzionato. Siccome solo il 10% di studenti aveva raggiunto la quota minima, rimanevano scoperti i posti disponibili all’università, e per coprirli hanno modificato in corso d’opera il concorso. Chi non è riuscito a entrare per effetto di questo sistema completamente fallace – continua l’avvocato – potrà rivolgersi al Tar per far valere i propri diritti, dove faremo valere tutte le incongruenze, i vizi e le illegittimità che sono nate da questo sistema e dalle modifiche introdotte in corso d’opera”.
Calendario, scadenze e scenari futuri per gli studenti
Accanto al dibattito politico e legale, resta centrale la gestione pratica delle prossime settimane. Dal 8 al 14 gennaio è prevista la prima finestra per immatricolazioni e iscrizioni: chi non rispetterà la scadenza perderà il posto assegnato. Seguiranno, tra il 16 e il 19 gennaio, le nuove scelte per i posti rimasti liberi, con immatricolazioni entro il 24 gennaio. Il 28 gennaio sarà pubblicata la graduatoria dei corsi affini, con possibilità di immatricolarsi fino al 31 gennaio. Entro la fine del primo semestre, infine, dovranno essere recuperati i Cfu mancanti. I numeri sugli esami parlano chiaro: promozioni più alte in Chimica e Biologia, molte più difficoltà in Fisica.