Sommario
Il nuovo sistema di accesso a Medicina e Chirurgia per l’anno accademico 2025/2026 ha introdotto un meccanismo di selezione meritocratico basato su un semestre filtro, che sostituisce il vecchio test d’ingresso con una graduatoria strutturata in nove fasce di merito. Questo modello mira a premiare la regolarità degli studi e il superamento degli esami di Biologia, Chimica e Fisica, assegnando bonus decrescenti che variano da un massimo di 700 punti fino a zero.
La logica del sistema è progettata per dare priorità assoluta a chi dimostra costanza fin dalle prime fasi del percorso universitario, garantendo un vantaggio competitivo a chi ottiene i crediti formativi universitari (CFU) richiesti senza interruzioni o esiti negativi.
Le 9 fasce di punteggio
Il cuore della selezione è rappresentato dai bonus fissi che determinano l’appartenenza a una specifica fascia, influenzando drasticamente la posizione finale.
La prima fascia garantisce un bonus di 700 punti a chi supera tutti e tre gli esami previsti senza alcun rifiuto di voto, mentre la seconda fascia scende a 600 punti per chi ha effettuato un solo rifiuto. La progressione prosegue con la terza fascia a 500 punti per due rifiuti e la quarta a 400 punti per tre rifiuti, chiudendo il blocco di coloro che hanno completato l’intero carico didattico. Dalla quinta fascia in poi il bonus diminuisce ulteriormente in base al numero di esami superati: si passa dai 300 punti della quinta fascia per chi ha sostenuto due esami senza rifiuti, ai 200 della sesta con un rifiuto, fino ai 100 punti della settima per un solo esame superato regolarmente. Le ultime due categorie, l’ottava e la nona, non prevedono alcun bonus e accolgono chi ha rifiutato i voti pur avendo ottenuto almeno la sufficienza in due esami o in una singola prova.
Il calcolo del punteggio e le soglie di sbarramento
La determinazione della posizione in graduatoria avviene sommando il bonus di fascia alla somma dei voti validi ottenuti negli appelli, a patto che ogni valutazione sia pari o superiore a 18/30. Questo sistema di calcolo rende la fascia di appartenenza un fattore determinante, poiché il distacco tra i bonus è tale da rendere quasi impossibile per uno studente di fascia inferiore superare chi si trova in una fascia più alta, anche in presenza di una media voti eccellente. È fondamentale sottolineare che ottenere un voto inferiore a 18/30 in una delle prove può comportare l’esclusione definitiva dalla procedura, mentre le fasce che vanno dalla prima alla quarta assicurano l’accesso diretto ai posti disponibili. Per chi si posiziona dalla quinta alla nona fascia, l’immatricolazione è invece vincolata al recupero dei crediti formativi mancanti, delineando un percorso di ingresso condizionato.
Gestione degli atenei e scadenze degli scorrimenti
Le posizioni finali sono gestite direttamente dai singoli atenei, che hanno il compito di coordinare le procedure di inserimento in base alla disponibilità dei posti e alle preferenze espresse dai candidati.
Per gli studenti che presentano lacune formative o che appartengono alle fasce di recupero, il sistema prevede la possibilità di frequentare corsi di riallineamento specifici tra i mesi di gennaio e febbraio 2026, con l’obiettivo di sanare le insufficienze prima del proseguimento degli studi.
Il processo di assegnazione entra nella sua fase cruciale a partire dal 16 gennaio 2026, data che segna l’inizio ufficiale degli scorrimenti nazionali, permettendo la saturazione progressiva delle aule e offrendo ai candidati in attesa la possibilità di subentrare in base ai posti rimasti vacanti nelle diverse sedi universitarie italiane.
È possibile monitorare lo stato delle assegnazioni e le graduatorie aggiornate direttamente sul portale Universitaly o consultare i decreti ufficiali sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).