La prima graduatoria nazionale per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia per l’anno accademico 2026 è stata pubblicata l’8 gennaio 2026, segnando la prima prova su larga scala del nuovo sistema basato sul semestre filtro. Il cambiamento rispetto al tradizionale test a crocette ha prodotto numeri significativi, opportunità per molti studenti, ma anche prime tensioni e criticità.

Il semestre filtro: una nuova modalità di selezione

Dal 2026 l’accesso a Medicina non passa più da un unico test di accesso, ma da un percorso di sei mesi di studio universitario: gli studenti si iscrivono liberamente al primo semestre e sostengono esami di Chimica, Biologia e Fisica. I risultati vengono poi convertiti in un punteggio che determina la graduatoria nazionale di merito, utilizzata per assegnare i posti al secondo anno. Questo approccio punta a valutare la preparazione reale acquisita nel tempo, premiando la continuità nello studio e la comprensione delle materie scientifiche, piuttosto che la performance in un solo test d’ingresso.

Numeri principali della graduatoria 2026

Dalla graduatoria pubblicata risultano:

  • 22.688 studenti idonei per Medicina;
  • 17.278 posti disponibili, quindi oltre 5.000 idonei non ottengono un posto immediato;
  • più di 14.000 studenti hanno ottenuto l’ateneo di prima scelta;
  • ulteriori 1.535 idonei per Veterinaria e 1.072 per Odontoiatria.

Il divario tra idonei e posti disponibili ha già generato dibattito e apre la strada a scorrimenti e ricorsi legali.

Chi entra e chi resta in attesa

Gli studenti posizionati entro i posti disponibili possono immatricolarsi nell’ateneo assegnato secondo le preferenze espresse. Chi supera questa soglia può:

  • scegliere corsi affini con riconoscimento dei crediti;
  • attendere scorrimenti successivi per eventuali posti rimasti liberi.

In alcune università, i posti sono molto pochi rispetto alla domanda, creando situazioni di forte competizione.

Ricorsi legali e contenzioso al TAR

La pubblicazione della graduatoria ha già dato il via ai primi ricorsi legali. L’avvocato Marco Tortorella, di Consulcesi & Partners, ha annunciato azioni al TAR per studenti esclusi, denunciando irregolarità e modifiche in corso d’opera che avrebbero compromesso il corretto svolgimento del semestre filtro. Secondo l’avvocato Tortorella, il sistema introdotto quest’anno non ha funzionato: la quota minima di studenti superata era bassa, lasciando posti scoperti che sono stati poi riassegnati modificando il meccanismo in corso. Gli studenti esclusi potranno chiedere l’ammissione in sovrannumero e far valere eventuali vizi procedurali e illegittimità davanti al TAR.

Scadenze operative e gestione pratica

Per gli studenti, le scadenze aggiornate sono:

  • 8–14 gennaio 2026 – termine per immatricolarsi nella sede assegnata secondo la graduatoria nazionale. Chi non conferma entro il 14 perde il posto.
  • 16–19 gennaio 2026 – fase per esprimere nuove preferenze per i posti rimasti liberi.
  • 21–24 gennaio 2026 – immatricolazioni per chi ha scelto nuove sedi nella fase precedente.
  • 28 gennaio 2026 – pubblicazione della graduatoria dei corsi affini (biotecnologie, farmacia ecc.).
  • 28–31 gennaio 2026 – immatricolazioni per gli studenti ammessi ai corsi affini.
  • Entro la fine del primo semestre – recupero dei CFU mancanti per accedere al secondo anno.

I dati sugli esami, inoltre, mostrano esiti più alti in Chimica e Biologia, mentre Fisica resta la materia più critica.

Uno sguardo al futuro

Il semestre filtro rappresenta un cambiamento epocale nella selezione dei futuri medici, ma i primi risultati evidenziano che il sistema è ancora in fase di assestamento. Numeri elevati, criticità procedurali e ricorsi legali renderanno le prossime settimane decisive per migliaia di studenti e per l’organizzazione delle università italiane.