Nel nuovo sistema di accesso a Medicina, gli appelli di recupero non rappresentano una semplice occasione per colmare lacune, ma diventano un passaggio decisivo nella selezione nazionale. Dopo il semestre filtro, la graduatoria non è immobile: ogni esame recuperato, ogni voto aggiornato può modificare l’ordine dei candidati, incidere sulle assegnazioni dei posti disponibili e determinare chi riuscirà davvero a entrare a Medicina nel 2026.

Il semestre filtro e la nascita della graduatoria

Per l’anno accademico 2025/2026 l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria non avviene più tramite il tradizionale test a quiz, ma attraverso il semestre filtro. Gli studenti frequentano corsi universitari e sostengono tre esami obbligatori — Biologia, Chimica e Fisica — i cui voti concorrono alla formazione della graduatoria nazionale di merito. La graduatoria iniziale viene elaborata sulla base degli esiti dei primi appelli, ma non è definitiva: molti studenti risultano idonei pur avendo esami non superati o voti migliorabili. È proprio su questi candidati che si innesta il meccanismo dei recuperi.

L’ingresso in graduatoria con debiti

Il sistema consente di entrare in graduatoria anche con debiti d’esame, a patto che vengano recuperati negli appelli successivi previsti. Questo significa che l’idoneità iniziale non garantisce automaticamente il posto: la posizione resta provvisoria fino alla conclusione dei recuperi. Gli studenti con debiti si trovano quindi in una situazione di equilibrio instabile: possono migliorare sensibilmente il proprio posizionamento oppure scivolare verso il basso se i recuperi non vanno a buon fine.

Il ruolo strategico degli appelli di recupero

Gli appelli di recupero non servono solo a “chiudere” un esame, ma incidono direttamente sul punteggio complessivo e quindi sull’ordine in graduatoria. Ogni voto aggiornato viene ricalcolato insieme a quelli degli altri candidati, riaprendo il confronto nazionale. In concreto:

  • superare un esame in recupero con un buon voto può consentire di scavalcare altri studenti;

  • un recupero con esito negativo o con votazione bassa può determinare una perdita di posizioni;

  • chi non completa i recuperi entro i termini rischia di uscire dai posti utili, pur essendo inizialmente idoneo.

La graduatoria resta quindi dinamica fino alla fine di questa fase.

Quando si svolgono gli appelli di recupero

Gli appelli di recupero non hanno una data unica nazionale. Sono organizzati dai singoli atenei, nel rispetto di una finestra temporale comune indicata a livello ministeriale. In base alle informazioni disponibili, i recuperi si collocano:

  • dalla fine di gennaio

  • fino alla fine di febbraio 2026

All’interno di questo intervallo, ogni università definisce uno o più appelli per ciascuna delle tre materie del semestre filtro. Le modalità possono variare da sede a sede, ma tutte rientrano nello stesso arco temporale, che precede l’aggiornamento definitivo della graduatoria nazionale.

Perché l’intervallo temporale è decisivo

Non è la singola data del recupero a fare la differenza, ma il fatto che tutti i voti vengano consolidati prima della chiusura della graduatoria. È in questa fase che:

  • vengono integrati i nuovi punteggi;

  • si producono eventuali scorrimenti;

  • si ridefiniscono le soglie di accesso ai posti disponibili.

Il periodo tra fine gennaio e fine febbraio rappresenta quindi il momento più delicato dell’intero percorso di selezione, perché è lì che si stabilizza l’ordine finale dei candidati.

Come cambiano le assegnazioni dei posti

Una volta conclusi i recuperi, la graduatoria viene aggiornata e utilizzata per le assegnazioni definitive. Questo può comportare:

  • nuovi posizionamenti relativi tra studenti;

  • scorrimenti dovuti a rinunce o mancati recuperi;

  • variazioni nell’assegnazione delle sedi e dei corsi.

Gli studenti collocati nelle fasce intermedie o basse sono quelli più esposti alle variazioni: pochi punti possono fare la differenza tra l’ingresso a Medicina e l’esclusione dai posti disponibili.

Numero chiuso e competizione tra idonei

Il nuovo sistema non elimina il numero chiuso. I posti disponibili restano inferiori al numero di studenti idonei, rendendo la competizione particolarmente serrata. In questo contesto, gli appelli di recupero diventano un vero filtro finale, capace di separare chi riesce a consolidare il proprio punteggio da chi resta indietro. Superare gli esami non basta: conta come e con quale voto si superano.

Le alternative per chi non recupera

Chi non riesce a completare i recuperi o rimane fuori dai posti utili ha opzioni limitate:

  • iscrizione a corsi affini previsti dal sistema;

  • attesa di eventuali scorrimenti;

  • rinvio dell’accesso a Medicina all’anno successivo.

Anche queste possibilità dipendono dalla posizione finale in graduatoria, che viene definita solo dopo la chiusura della finestra di recupero.

Una graduatoria che si decide alla fine

La graduatoria di Medicina 2026 non nasce e non si conclude con i primi appelli del semestre filtro. Si costruisce progressivamente e si decide davvero dopo i recuperi. Gli appelli tra fine gennaio e fine febbraio rappresentano l’ultimo passaggio cruciale: non solo per recuperare esami, ma per trasformare l’idoneità in un posto reale nel corso di Medicina desiderato.