In seguito alla pubblicazione della graduatoria nazionale degli studenti ammessi ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria al termine del semestre filtro, ci è apparsa una fotografia complessa del nuovo sistema.

I dati mostrano che 22.688 ragazzi risultano “idonei” per Medicina, ma i posti disponibili sono solo 17.278, lasciando circa 5mila studenti senza la possibilità di iscriversi al corso desiderato. Considerando anche Odontoiatria e Veterinaria, il totale degli idonei sale a 25.387.

Il Cineca ha comunicato a ciascun candidato punteggio, posizione in graduatoria e ateneo assegnato, consentendo l’avvio delle procedure di immatricolazione e la gestione dei debiti formativi. Oltre 14mila studenti hanno ottenuto la prima scelta, un dato che il Ministero interpreta come segnale di funzionamento del nuovo modello.

Il fronte dei ricorsi: migliaia di studenti pronti ad agire

La pubblicazione della graduatoria ha subito aperto il fronte dei ricorsi. L’avvocato Marco Tortorella, che segue le azioni legali per Consulcesi & Partners, segnala irregolarità e illegittimità nel nuovo meccanismo di accesso e annuncia ricorsi al Tar per gli studenti esclusi. Il nodo principale riguarda il numero elevato di idonei senza posto garantito e la modifica delle regole in corso d’opera.

Le contestazioni stanno mobilitando migliaia di studenti, che potrebbero chiedere l’ammissione in sovrannumero o l’annullamento degli appelli. L’obiettivo dei ricorrenti è far emergere tutte le incongruenze del sistema, dalle prove giudicate eccessive e disomogenee tra atenei ai debiti formativi introdotti dopo la pubblicazione dei risultati.

La riforma e il semestre filtro: obiettivi e criticità

Il semestre filtro è stato ideato per superare il test d’ingresso tradizionale, consentendo a un numero elevato di studenti di iscriversi al primo semestre e rimandando la selezione finale al superamento di esami nazionali di Biologia, Chimica e Fisica. Le prime prove tra novembre e dicembre 2025 hanno però evidenziato criticità: carichi di studio concentrati, programmi giudicati eccessivi, disomogeneità tra atenei e in particolare problemi con la prova di Fisica, con quesiti errati o duplicati. Gli studenti hanno protestato, denunciando stress e mancanza di trasparenza, mentre la ministra Bernini ha ammesso gli errori e introdotto un punto aggiuntivo uniforme, decisione che non ha placato le polemiche.

Tra politica, numeri e prospettive future

La riforma doveva rendere la selezione più equa e superare il modello dei test tradizionali, ma si è trasformata in un caso politico e legale. I numeri evidenziano che molti idonei non hanno ottenuto un posto, costringendo il Ministero a modifiche in corso d’opera.

Le ammissioni con debiti formativi e la correzione dei quesiti errati non hanno eliminato le disuguaglianze, mentre il fronte giudiziario guidato da Tortorella potrebbe mettere in discussione intere procedure. Le prossime settimane saranno decisive: le pronunce del Tar e le scelte del Ministero determineranno se il semestre filtro potrà essere corretto o resterà un tentativo controverso di riformare l’accesso a Medicina.