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Prime immatricolazioni a Medicina, Veterinaria e Architettura. Ora gli scorrimenti

Il giorno atteso dagli studenti è arrivato. Sono state pubblicate ieri dal Miur le graduatorie dei test di ammissione, svolti agli inizi di settembre, ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Odontoiatria, Medicina Veterinaria e Architettura. I partecipanti al concorso, già a conoscenza del punteggio ottenuto (pubblicato alla fine dello scorso mese) hanno potuto verificare sul sito di Universitaly la posizione raggiunta e soprattutto l’assegnazione alla sede universitaria prescelta.
Una prima scrematura degli aspiranti si è avuta per il mancato raggiungimento del punteggio minimo previsto dal bando. Per quanto concerne Medicina e Odontoiatria, su 67.005 candidati (in tutta Italia) solo in 40.477 hanno raggiunto i 20 punti necessari per non essere scartati, numero comunque di molto superiore rispetto ai 9.779 posti disponibili per l’anno accademico 2018-2019. A Bari per la Medicina si sono presentati in 2.837 per 327 immatricolazioni.
Completamente diverso il discorso per Architettura: in questo caso il numero dei candidati, sceso da 7.986 a 5.720, è addirittura inferiore ai posti stabiliti dal Miur (7.211), cosicché ovunque (anche a Bari: 215 iscrizioni per 200 posti) si avrà la possibilità di frequentare il corso nella sede prescelta. Le probabilità invece si restringono, così come per Medicina, anche per Veterinaria (8.136 candidati per 759 posti, a Bari 435 per 54); in molti dovranno attendere per sapere quale sarà il loro futuro.
Infatti, chi è stato “assegnato” ha chiuso la partita: può procedere all’immatricolazione nell’università preferita. Nel caso in cui invece risulti, accedendo all’area riservata di Universitaly, “prenotato” può iscriversi in uno degli altri atenei scelti oppure confermare l’interesse per la prima opzione e aspettare gli scorrimenti: potrebbe rientrare grazie alla rinuncia di qualche candidati. Gli scorrimenti inizieranno il 10 ottobre e proseguiranno fino a che tutti i posti disponibili saranno destinati.
La procedura sarebbe conclusa qui. Il condizionale, però, è d’obbligo perché sulle prove potrebbe abbattersi una valanga di ricorsi. Per Medicina, per esempio, è assicurato che avverrà, così come accaduto negli anni scorsi. Ad annunciarlo è il network legale Consulcesi che, attraverso il portale web www.numerochiuso.info e la campagna social #Melomerito, ha raccolto decine di segnalazione di irregolarità già al vaglio degli oltre mille consulenti di cui dispone (si possono consultare gratuitamente chiamando il numero verde 800.122.777). “Una pioggia di ricorsi è pronta a invadere i tribunali – afferma il presidente Massimo Tortorella – . Fin dall’istituzione del numero programmato siamo a fianco dei candidati penalizzati da una selezione inadeguata. Anche quest’anno vogliamo dare voce a chi chiede meritocrazia e rispetto delle regole, e lo faremo anche in tribunale”.
La Puglia, dopo la Sicilia (23%) è la seconda regione per numero di denunce (13%), quasi tutte provenienti da Bari, peraltro sede dei test. Consulcesi ce ne ha fornito alcune, preservandone per ora l’anonimato. Michele segnala che “i commissari si sono limitati a trascrivere il numero del documento d’identità senza procedere al controllo della foto per verificare l’identità del candidato”. Cosimo spiega che “il responsabile della mia aula ha deciso di far partire il tempo a nostra disposizione e solo dopo di leggere le istruzioni fornite dal Miur. Così facendo ci siamo ritrovati con una decina di minuti in meno”. Rosa scrive che “durante la prova ho sentito distintamente squillare un cellulare, ma le aule non dovrebbero essere schermate?” Antonia evidenzia “la scarsissima vigilanza durante la prova, diversi candidati hanno potuto confrontarsi tra di loro in maniera assolutamente plateale”. Ruggero mette nero su bianco che “molti studenti avevano uno smartwatch, nonostante fosse espressamente vietato, e non facevano altro che guardarlo e toccarlo. Non credo fosse solo per controllare l’ora…”; Maria sottolinea che “una volta ritirate le penne, nell’attesa della riconsegna della prova, diversi studenti ne hanno tirato fuori un’altra di scorta tenuta fino a quel momento nascosta, copiando direttamente le risposte dei compagni”.

Insomma, tra le denunce più frequenti c’è l’utilizzo di smartphone (19%), la violazione delle procedure (16%) e i mancati controlli (10%), anche se resta da verificare quali siano i casi che possano reggere un procedimenti in Tribunale. In ogni caso, il fenomeno a quanto pare è inconfutabile e riguarda soprattutto il Sud Italia: ci sono, a parte Sicilia e Puglia, casi segnalati anche nel Lazio, in Calabria e in Campania. Al Nord invece c’è un inedito picco di casi in Lombardia (15%). “Da 18 anni, da quando nel 1999 venne istituito il numero programmato – spiega Consulcesi – facciamo ricorsi e grazie ad essi migliaia di studenti si sono potuti immatricolare e coronare il sogno di indossare il camice bianco. Il numero chiuso deve essere un’eccezione e non la regola. Da parte nostra ci siamo già attivati presso le istituzioni per avviare un dialogo che consenta di individuare una soluzione per un accesso meritocratico a Medicina in grado di risolvere l’annoso problema delle irregolarità e al contempo di arginare la carenza di camici bianchi che si prospetta nel prossimo futuro”.

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