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Circa una decina di giorni fa si è svolto il famosissimo test nazionale di ammissione alle facoltà universitarie di Medicina e Chirurgia: 60 domande a risposta multipla suddivise in sei argomenti tra cui cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica, alle quali viene assegnato un punto in caso di risposta corretta, zero punti se lasciata in bianco, e una penalizzazione di 0.4 se errata.
Un appuntamento importante che solleva, da diversi anni ormai, polemiche in merito ai criteri con i quali vengono preparate le domande che decideranno il futuro di migliaia di giovani studenti.
Il Miur, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, già qualche ora dopo la conclusione del test ha reso pubbliche le risposte ai quesiti. I commenti sono stati tantissimi, specialmente sui canali social utilizzati dai ragazzi ma non solo.
Ci si chiede, per esempio, come possano domande come “quale sia la più antica carta costituzionale attualmente in vigore” oppure “cosa si intende con il termine frattale” possano essere così determinanti da selezionare quali studenti avranno il diritto, rispetto ad altri, di entrare a far parte della cerchia dei meritevoli che potranno diventare dei futuri medici. Come se essere a conoscenza di queste risposte possa essere una conditio sine qua non per esercitare la professione. Così come anche le abilità logiche che, per quanto siano utili per un professionista, possono essere anche affinate nel corso degli anni senza essere motivo di esclusione da un percorso di studio.
Ma non solo; alcuni candidati, sostenuti poi anche da esperti nel settore, hanno ritenuto addirittura ambigua la formulazione di alcuni quesiti, tra cui la ormai “famosa” domanda 27 in biologia. In questo caso, per esempio, la mancanza di alcune specifiche all’interno del testo rendevano corrette ben due risposte, la A e la B.
Come si comporterà il Miur di fronte a queste obiezioni? Quali saranno le ripercussioni sull’esito finale della graduatoria?
Presto i risultati potranno fornirci un’idea più chiara e soprattutto ci permetteranno di avere ulteriori spunti e prove per attivare nuovi ricorsi; intanto il Ministero ha aperto un canale di contatto diretto per comunicare eventuali inesattezze al test. Siamo certi che in questi giorni le segnalazioni non saranno affatto mancate.

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